Chi fornisce servizi di hosting o cloud a un ente pubblico finanziato con i fondi del PNRR si trova quasi sempre davanti alla stessa richiesta: dimostrare il rispetto del principio DNSH (Do No Significant Harm, cioè «non arrecare un danno significativo all’ambiente»). È un obbligo previsto dal regolamento europeo sul dispositivo per la ripresa e la resilienza: ogni misura finanziata deve evitare danni significativi ai sei obiettivi ambientali della Tassonomia europea, ovvero mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, acque, economia circolare, inquinamento e biodiversità.
schede techicne
DNSH e servizi cloud: conformità, audit e lacune normative
Quando si acquistano servizi cloud nell’ambito del PNRR, deve essere verificato che il fornitore rispetti il principio DNSH (“Do No Significant Harm” — non arrecare danno significativo all’ambiente). Per i data centre e i servizi cloud questo significa dimostrare che il fornitore gestisce il proprio data centre in modo efficiente dal punto di vista energetico.
Fin qui sembra semplice. Il problema è che il percorso per dimostrarlo formalmente è costruito su una norma europea che richiede qualcosa che il mercato non è ancora in grado di fornire in modo giuridicamente strutturato. Questa mini guida prova a spiegare il quadro normativo, le sue lacune, e le risposte disponibili a seconda del contesto.
Terre “riutilizzate” in cantiere
Tra i vari elementi di controllo, in diverse Schede Tecniche si fa riferimento alla corretta gestione delle terre e rocce da scavo, ai sensi della normativa vigente, con la domanda nelle check list “E’ stata attivata la procedura di gestione terre e rocce da scavo di cui al D.P.R. n.120/2017?”
DNSH e REACH
In diverse schede tecniche presenti nella Guida Operativa per l’applicazione del DNSH negli interventi del PNRR si fa riferimento alla richiesta che “per i materiali in ingresso non potranno essere utilizzati componenti, prodotti e materiali conten enti sostanze pericolose di cui al “Authorization List” presente nel regolamento REACH”. Ma cosa vuol dire, in pratica, questa richiesta?
Apparecchiature elettroniche (scheda 3)
Proponiamo di seguito una sorta di “vademecum” per orientarsi nelle richieste relative alla scheda 3, sulle apparecchiature elettriche ed elettroniche.
Comunità Energetiche e DNSH
Pubblicate dal GSE le check list per il rispetto del principio di “non arrecare danno significativo” nell’ambito dei progetti di Comunità Energetiche Rinnovabili.
Recupero rifiuti in cantiere: frantumazione
Una delle opzioni possibili per la gestione dei rifiuti da demolizione è il recupero direttamente in cantiere attraverso la frantumazione e il successivo reimpiego degli inerti nel medesimo cantiere (o altrove) come sottofondi o altre destinazioni compatibili.
Demolizione e ricostruzione e amianto
La scheda tecnica 1 – relativa agli edifici di nuova costruzione – ricomprende anche le attività di demolizione e ricostruzione, ma non prevede, come la scheda 2, la verifica della mappatura dei materiali contententi amianto.
DNSH e mezzi di cantiere
Quali sono i requisiti minimi per i mezzi di cantiere per poter rispettare il principio di “non arrecare danno significativo” all’ambiente?
Check list DNSH: cosa sapere
Il cuore del DNSH sono le check list collegate alle schede tecniche: sono forse le evidenze più importanti, anche perchè sono tipicamente richieste dai sistemi di rendicontazione.
Ci sono alcuni aspetti fondamentali e imprescindibili per poterle affrontare.